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2033

Due giorni dopo, quando Karen si svegliò, notò una stella cometa gigantesca venire verso la terra e dirigersi secondo i suoi calcoli a Shakerland Monty. Karen ebbe un forte sospetto ed uscì da casa terrorizzata. Si sentì un forte botto, poi si creò un forte vento d’inverno. Gli alberi si piegavano all’indietro e dopo un po’ di contorsioni si staccavano da terra e volavano via. Karen prese la sua giacca e la indossò.

Vide i vicini volare via.
Ad un tratto il vento cessò.
Karen tirò un sospiro di sollievo, ma poco dopo una crepa si creò sotto i suoi piedi e lei saltellò via. La crepa si allargò. La casa si piegò e i vetri si ruppero. L’edificio si spiaccicò al suolo.
Karen corse via.

Un meteorite distrusse la casa dei vicini. Le piante e le sedie precipitavano nel baratro.

Si diresse verso il cancello e lo aprì. Un altro meteorite le cadde vicino. Saltò in macchina e vide davanti a sé la strada che si alzava velocemente e che dopo tornava in basso e cadeva sotto terra. Un meteorite molto grande le cadde davanti. Fece la retromarcia e si schiantò contro la Porsche del vicino che cadde nel canyon. Sterzò ed entrò in un giardino, mentre le case perdevano il tetto, le pareti e precipitavano. Altre tre meteore si schiantarono a terra. Arrivò a tutta birra di fronte alla chiesa che si stava sbriciolando. La croce si spezzò a metà e cadde addosso ad un cittadino, i veggenti avevano ragione.
Guardò lo specchietto e vide la terra che si spaccava a metà e creava un canyon in mezzo alla strada. Accelerò e sterzò di fronte al baratro che si apriva davanti a lei. Imboccò una strada secondaria e percorse una salita. Una ciambella gigante (che doveva essere l’insegna di un bar) rotolò giù. Karen curvò e la schivò per pochi cm. Quando vide che gli edifici si incrociavano pronti a schiantarsi accelerò e toccò i 200 km/h. Un vaso di gerani cadde sul tetto dell’auto.
Finita la salita, la situazione in quel viale era critica. Gli alberi pian piano si schiantavano a terra, le case si rompevano a metà e precipitavano, le macchine venivano inghiottite dalla stessa strada.
Sgommò.
La terra si alzò a mò di rampa. Accelerò e fece un salto lunghissimo.
POLO NORD

Gli eschimesi avevano sentito la notizia e si stavano preparando a partire. Ad un tratto l’igloo cominciò a tremare e tutti i blocchi di ghiaccio caddero a terra. Uscirono dall’ex-casa e videro il monte che faceva ombra sulla zona sbriciolarsi e cadere a terra. Sentirono uno scricchiolio sinistro e guardarono giù. Una piccola crepa si aprì nel ghiaccio. La crepa si allargò a dismisura separando la parte destra dalla parte sinistra del Polo Nord.
CANADA, TORONTO

I disastri non avevano ancora coinvolto il Canada.
Davanti alla Borsa, un uomo licenziato stava seduto col suo collega su una panchina a chiacchierare. Quando uno dei due si alzò, vide il municipio polverizzarsi e sparire. Sentirono tutti una forte scossa. In preda al panico guardarono la chiesa. La statua di Gesù cadde a terra e l’edificio si sgretolò. Una cupola cadde sopra ai due impiegati.
La piazza veniva inghiottita dal terreno. Le bandiere canadesi vicino al mare cominciarono a stracciarsi a metà, la statua di Evangelista Torricelli perse la testa e si frantumò al suolo.
Due ragazzi tentarono di raggiungere un posto sicuro e quando ne trovarono uno, corsero come forsennati. Un grattacielo s’incrociò con un negozio di giocattoli e oltre a schiacciare la folla bloccò la strada ai due diciottenni. Si girarono e tutti videro le macchine e gli edifici sprofondare.
Caddero nel vuoto e la città fu inghiottita.
NEW YORK

Karen si ritrovò in un vicolo stretto.
Purtroppo la strada era crollata e per tornare indietro era troppo tardi. La terra tremò violentemente. Il terremoto 10.7 stava distruggendo la città. Vide un’auto con una donna morta all’interno che teneva le chiavi in mano. Prese la rincorsa e saltò. Scivolò e cadde giù, ma per fortuna si aggrappò. Guardò sotto e vide un lungo fiume di lava scorrere a circa mille metri circa di profondità. Si issò su e gettò il cadavere per terra.
Fece partire l’auto e la sua corsa per fuggire dalla città era ricominciata.
Girò bruscamente.
Il negozio d’abbigliamento le stava per cadere addosso, ma toccò i 220 km/h e fuggì dal vicolo. L’aereoporto più vicino era il Kennedy. Prese il ponte di Brooklyn. Guardò lo specchietto retrovisore e vide il ponte cadere dietro di lei.
Accelerò di nuovo.
La parte davanti a lei era crollata. Senza perdere le speranze spiccò un lunghissimo salto nel vuoto e si ritrovò a Brooklyn.
LAGO DI GRUNESTEIN

Due pescatori stavano tentando di prendere dei pesci, quando il vulcano a loro vicino eruttò. Due meteoriti sprofondarono nel lago provocando delle mini onde anomale. I pescatori ne furono travolti e morirono.
Un meteorite gigantesco si tuffò pesantemente in acqua provocando un’ onda di tremila metri circa, che allagò tutta la regione.
NEW YORK

Brooklyn era ormai distrutta, per le vie non c’erano più case, alberi, non c’erano strade e la possibilità di trovare il Kennedy integro era ormai sepolta.
Il terremoto era cessato, come la città.
Karen batté i pugni sul volante due volte, poi, quando vide che un grattacielo altissimo le stava per cadere addosso, accelerò ed uscì da Brooklyn grazie all’autostrada, che non era stata distrutta. Attraversò un lungo ponte blu e vide un panorama triste, il vuoto, un buco nero all’orizzonte, nessun albero, nessuna capanna, il nero soltanto, ed un misero laghetto ormai asciutto.
Le speranze di fuggire non c’erano più, erano sparite con la felicità, con i parenti, con tutti. Karen si trattenne dal piangere e continuò a guidare, con un’altra possibilità ancora davanti: i dodici aerei corazzati di Spencer Ville, in Oregon.
MIAMI

La città era sepolta, non esisteva più, Dio aveva deciso che la crudeltà degli uomini doveva essere punita, con la distruzione del loro mondo. Giustizia era fatta, non c’era modo di tornare indietro e ricominciare, cambiare il corso della storia era difficile, ormai che la distruzione del pianeta era quasi completa. Miami, prima una città ricca, piena di hotel e turisti, discoteche e paninoteche ora era solo una città dimenticata da Dio, distrutta, sgretolata, per l’America era ormai la fine di tutto.
La tecnologia, le scoperte della scienza, sparite nel nulla. Il mondo, prima fiorente, una valle incontaminata, era stata sepolta dall’inferno.
SPENCER VILLE

Karen guidò ancora fino a raggiungere la decrepita e distrutta cittadina dell’America Centrale. L’Oregon non esisteva più, come ormai la Florida, tanti altri stati americani e altre nazioni del mondo. Un cartello con scritto “Benvenuti a Spencer Ville” si stava spezzando a metà, i veggenti avevano scoperto tutto, avevano cercato un modo di distruggere l’asteroide, ma non c’erano mai riusciti.
Karen, sconvolta, cercò l’aereoporto e lo trovò. La torre di controllo si era spezzata a metà. Quel che rimaneva era solo una dozzina d’aerei corazzati, l’ultima possibilità per i sopravvissuti. Una folla di almeno 10.000 persone si era radunata attorno agli aerei che stavano per decollare. Karen riuscì a salire sul n. 7.
I dodici aerei decollarono puntando l’America del Sud.
MOSCA

La cittadina russa non era ancora stata toccata dai disastri. I cittadini sapevano che prima o poi sarebbero morti, senza la speranza di scappare. Avevano ragione. Lo Tsunami del Lago di Grunestein, in Russia, si stava avvicinando velocemente. Due cattolici si misero a pregare davanti alla chiesa.
Un terremoto 11.9 Richter distrusse la città. I due cattolici si girarono e guardarono il gigantesco Tsunami che stava allagando i canyon creati dal terremoto e soffocava i russi. Anche per l’Europa era ormai la fine.
CRETA

I turisti tentarono di rifugiarsi a Creta, ma non erano affatto salvi. Un vento fortissimo li travolse. Si alzarono e videro tre Tornado scala F5 che si stavano dirigendo a Creta. Il palazzo di Cnosso si sgretolò, e l’isola si spaccò in tanti pezzettini. I turisti, in preda al panico, furono risucchiati dai tre Tornado che stavano distruggendo tutto.
IN VIAGGIO VERSO L’AMERICA DEL SUD

Il pilota del Number Seven comunicò qualcosa agli altri.
Karen seduta su una poltrona stava leggendo un libro intitolato “ 2033”, opera di un famoso scrittore di Londra che aveva capito tutto prima dei veggenti e di qualunque altro e che voleva trasmettere a tutti la salvezza scrivendo quelle pagine.
Lesse l’ultima pagina e capì che per salvarsi bisognava andare in Vietnam. Andò a comunicarlo al pilota che dovette crederli, ma un Tornado li attendeva dietro ad una nube. Il pilota cambiò direzione, e per fortuna sentirono solo poche turbolenze. Il Cile, posto affascinante pieno di fiumi, di monumenti, di foreste, era ormai raso al suolo, non c’era più niente, solo una distesa di alberi, macerie bruciate dal vulcano e due fiumi completamente asciutti.
IN VIAGGIO VERSO IL VIETNAM

Il viaggio proseguì senza problemi.
Arrivati in Vietnam tutti scesero dall’aereo. Il Number Seven, il più grande, poteva  contenere in tutto 100 persone.
Gli altri 11 arrivarono dopo due ore. Due del Vietnam ci salutarono. Ci raccontarono che il mondo era stato sommerso dallo Tsunami che era diventato sempre più alto. Solo il Vietnam era salvo.
A Karen venne da piangere. Il Vietnam aveva avvertito sole poche scosse che lo avevano però semi-distrutto.

A dire il vero, anche l’Italia era sopravissuta allo Tsunami, ma non ai terremoti che l’avevano distrutta.
ROMA

Il terremoto distrusse la Basilica di San Pietro e molti altri monumenti famosi. Le case sprofondavano, scomparse come la strada.
Roma ebbe il colpo di grazia con l’arrivo di quattro Tornado F5 che la distrussero insieme a Napoli.

Il mondo appariva ora com una sfera blu, ricoperta solo dal mare.
Le Americhe, l’Asia, l’Africa, l’Oceania, l’Antartide erano scomparse. Si riusciva a scorgere solo la parte meridionale dell’Italia e il Vietnam, che si era staccato dagli stati confinanti. Tra il Vietnam e la Cambogia c’era solo una crepa di separazione. Adesso mezza Italia e Vietnam erano i soli stati ancora al mondo.
Karen si tratteneva dal piangere. Il sole tramontò in fretta, lasciando solo un’ombra sullo stato, ma non eravano ancora salvi.
Solo Dio sa, ma nel 2056, un altro asteroide si tufferà in mare e per quel che resta dell’Italia e del Vietnam scomparirà per sempre e tutti saremmo destinati a morire annegati.
NOTA

Whow, secondo me è una storia bellissima, non per vantarmi, ma scrivere questa storia è stato davvero fantastico, la scena che mi è piaciuta di più è New York distrutta dal terremoto.
Shakerland Monty è una località non esistente usata anche in “Dal profondo del mare 2-3-4-5”.  La storia vi venne ispirata mentre guardavo il film catastrofico 2012, così decisi di trasportare nel futuro, 21 anni dopo.

21 Dicembre 2009

Maria Cristina Detoni per Francesco Berliavaz, Trieste (Italy)

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